SHINJUKU BOYS

VENERDi 18 OTTOBRE – 21:00
UDINE pushpin-google-hi
TEATRO SAN GIORGIO
in collaborazione con il Premio Darko Bratina

SHINJUKU BOYS (1995 – 53 minuti)
di Kim Longinotto

Kim Longinotto è annoverata fra le autrici più importanti nell’ambito del cinema documentario degli ultimi trent’anni. Dal 1976 ad oggi ha diretto, girato e prodotto più di venti film che hanno conquistato le roccaforti di tutti i più prestigiosi festival internazionali di cinema, tra cui Cannes, Sundance, Chicago, Santa Barbara, Hong Kong, Londra ecc.
I suoi documentari ricchi di empatia ci trasportano nel mondo spesso irraggiungibile delle ragazze e delle donne che cercano di divincolarsi dalla morsa aggressiva della tradizione senza mai abbandonare la lotta per i propri diritti. Con la telecamera non soltanto riprende le persone e i loro percorsi, ma sa capirle e accettarle assieme alla loro cultura e alle loro usanze, rimanendo lontana da interventi personali e pregiudizi, guidata dalla convinzione che la realtà si possa trasformare anche con l’aiuto del cinema oppure proprio grazie ad esso.

Shinjuku Boys è stato girato al night-club New Marilyn di Tokyo, il documentario si concentra su tre dei gestori del bar, Gaish, Kazuki e Tatsu. Tutti e tre sono onnabe, donne che hanno scelto di vivere la loro vita da uomini. E stanno facendo un ottimo lavoro. Con i suoi capelli, il suo vestito appuntito e gli occhiali da sole rotondi, Gaish sembra ogni centimetro la giovane ladykiller tagliente, mentre il trattamento ormonale di Tatsu ha influenzato il suo aspetto e la sua voce a tal punto che non si saprebbe mai che non è nato uomo. Il Kazuki dal volto leggermente più rotondo è probabilmente il più facile da riconoscere come femmina, nonostante il suo linguaggio del corpo maschile e la stretta aderenza che indossa per appiattire il petto. Si muovono e persino parlano come uomini – è necessaria una comprensione della lingua giapponese per capire l’uso della lingua maschile nelle loro conversazioni – e il bar ha una clientela prevalentemente femminile che vede l’onnabe quasi come un uomo ideale, bello, attento e in compagnia del quale si sentono al sicuro.