Sabato 11 aprile ore 21 | Teatro “Luigi Bon” | Colugna di Tavagnacco
NICOLAS REMONDINO “HÌERATICO” FEAT. MASSIMO SILVERIO

Come uno studio sul suono in una luce chiaroscurale, sospeso tra stasi minimalista e sacra ripetizione, il percussionista italiano Nicolas Remondino esplora il tamburo come materiale risonante a sé stante. Qui, il timbro interseca e fonde superficie e gesto attraverso le possibilità del battente come mezzo, tracciando una traiettoria alla ricerca di canzoni fatte di risonanze amplificate, dalla pelle alla voce, alle parole.
Come in una stesura di poesia fatta di testi, suoni, gesti e luci si svela “Hìeratico”, un nuovo capitolo e battesimo nella ricerca del musicista, dove il tamburo nel suo nucleo centrale, è stato modificato per amplificarne i toni risonanti e le armoniche.
Ispirato da sostanze e fenomeni naturali: pietra, legno, vento, terra, metallo, erba, pioggia, nuvole e corteccia, Remondino esplora il modo in cui le percussioni possono evocare e reagire nella loro materialità, come da un senso primitivo e povero.
Vita in sostanza, che si riversa negli scritti, fortemente mischiati alle trame del disco, e impreziositi dai timbri e dalle lingue ibridate e mescolate nel rivelarsi della storia del disco.
Un album che parla della materia dell’ascolto stesso, di quanto può essere gesto profondo, rivoluzionario ed epifanico, un mondo di profonda immersione e di vita pulsante, dove l’uomo è di nuovo e davvero, natura, un suo tornare malinconico, in una storia antica, a un solenne sentire ritrovato.
Impreziosito da artisti come Limpe Fuchs, Massimo Silverio, Adele Altro, Marco Baldini, Pierre Bastien, Natalia Rogantini, Giuseppe Ielasi, Roberto Musci, Jonas Torstensen, Vipera e il Dròlo Ensemble, “Hìeratico”, in uscita il 27 marzo per OOH Sounds, è un ponte verso la nuova fase del musicista, un tendere a nuove forme, il primo atto di una nuova stagione.

Mai Mai Mai è la maschera rituale dietro cui si cela il musicista Toni Cutrone che presenterà a FORMA i brani del nuovo disco “Karakoz” recentemente uscito per Maple Death Records.
Mai Mai Mai è il progetto audio/video di Toni Cutrone che intreccia suoni e immagini di un viaggio oscuro attraverso le tradizioni e il folklore del Sud Italia e del Mediterraneo. Esplora in profondità l’interazione tra i rituali pagani e il cattolicesimo, tra la natura e la magia nella vita rurale, tra la tradizione musicale e i suoi sviluppi contemporanei, utilizzando suoni d’archivio e registrazioni sul campo insieme a collaborazioni con musicisti “avant/etnici” contemporanei come Vera di Lecce, Lino Capra Vaccina, Maria Violenza, Youmna Saba, Mike Cooper, Nziria, Go Dugong. Rappresenta una sorta di “Hauntology Mediterranea” che, lungi dall’essere semplicemente nostalgica, risveglia rumorosamente quegli spettri di cui racconta e li evoca per accompagnarci nella nostra vita quotidiana.
Il nuovo disco “Karakoz” è ispirato al teatro tradizionale delle ombre dell’Impero Ottomano, ed invita a esplorare la Palestina attraverso il suono. Mercati brulicanti e venti sussurranti, strumenti tradizionali e sintetizzatori analogici creano una sinfonia della vita. Ogni suono riflette gli echi delle generazioni passate come ombre che danzano sulle pareti di un antico teatro. Attraverso l’intreccio di ritmi, melodie e rumori ambientali, “Karakoz” evoca un paesaggio onirico in cui i confini tra realtà e immaginazione si sfumano, permettendo di immergersi in un lungo e profondo viaggio.

I Bitchin Bajas hanno esordito nel 2010 come side project di Cooper Crain, chitarrista dei Cave. I primi suoni dei Bitchin Bajas partono da estrazioni psichedeliche e kraut-rock, in modo pressoché analogo a quanto già previsto con la band principale di Crain, prevedendo però arrangiamenti decisamente meno aggressivi e optando per un’esplorazione più eterea dei concetti di elettronica contemporanea.
Il progetto è diventato da subito molto prolifico, a partire dal full length “Tones / Zones” (2010) e distribuendo successivamente numerosi singoli, split ed ep.
L’inserimento ufficiale in line up di Dan Quinlivan, proveniente dai Mahjongg, aggiunse ulteriori synth e trame di chitarra alla rete di suoni spettrali forgiata da Crain. La formazione si consolidò poi definitivamente in terzetto con l’ingresso del polistrumentista Rob Frye, anch’esso proveniente dai Cave, figura fondamentale che grazie al suo contributo (flauto, sassofono e chitarra), fu in grado di ampliare ulteriormente il variegato catalogo proposto.
Dopo aver firmato un contratto discografico con la Drag City, i Bitchin Bajas hanno pubblicato nel 2013 l’album “Bitchitronics”, bissato due anni dopo da “Transporteur”. Successivamente ad un illuminante tributo alla figura di Sun Ra (“Switched On Ra” del 2021), la formazione di Chicago giunge al loro miglior lavoro finora realizzato. Con “Bajascillators” (2022) i Bitchin Bajas espandono l’orizzonte della loro visione di elettronica contemporanea, levigando le loro complesse tessiture con maggiore raffinatezza e con chiaro filo logico. Dopo le collaborazioni con Bonnie “Prince Billy” e Natural Information Society, il gruppo di Chicago torna con “Inland See” (2025).
L’album esplora il lato più oscuro della band, le composizioni sono meno formali e gli arrangiamenti sono meno minuziosi, si evolvono e si espandono con una naturalezza impressionante, frutto anche della scelta di non aggiungere elementi in post-produzione rispetto alle registrazioni in studio e di lasciare spazio a piccole imperfezioni.
Ingresso 15 €
I biglietti saranno disponibili solo all’ingresso, i posti sono limitati (150), se volete prenotare il vostro biglietto potete farlo tramite il PayPal di Hybrida inviando 15 € all’indirizzo <hybridaspace@gmail.com>, indicando nome e cognome.
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