EARTHEATER

Eartheater è il nome d’arte di Alexandra Drewchin, che per IRISIRI, il suo terzo album, approda in casa PAN. Il background culturale di Alexandra Drewchin fonda le radici in quel melting pot culturale che è New York: a inizio decennio da vita con Greg Fox, uno dei batteristi più prolifici ed eclettici della scena di New York, ai Guardian Alien, duo noise molto attivo sui palchi della metropoli. Il duo gira ovunque, offre alcune delle performance più memorabili in mete di culto del pubblico indipendente newyorchese, come il Secret Project Robot o lo Shea Stadium. Soprattutto sul palco emerge il talento da performer di Alexandra e il suo apporto cresce album dopo album. Oggi vocalist, performer e compositrice sperimentale a 360 gradi tra gusto vintage e spinte digitali, Alexandra scrive pezzi già da adolescente, a partire dal folk tradizionale e da Kate Bush, una delle sue muse ispiratrici il cui eco si sente anche nelle sue ultime produzioni. Eartheater vede ufficialmente la luce nel 2013, quando la Drewchin registra finalmente i suoi primi brani. In IRISIRI c’è una profonda evoluzione rispetto ai due album precedenti Metalepsis e RIP Chrysalis, ed inoltre la Drewchin si allontana decisamente dalle sonorità psichedeliche che l’hanno fin qui accompagnata. La costruzione dei brani del disco è ricercata e matura, con molto più ritmo e studiato utilizzo delle possibilità delle macchine: “i suoni e le sensazioni che restituisce l’album sono quelli dell’angoscia della vita nelle metropoli, i rumori e gli spazi claustrofobici delle subway, la solitudine e l’isolamento nella propria camera, la vita in ambienti urbani fortemente misogini, l’uso di psicofarmaci e sostanze allucinogene, la necessità di elaborare la moltitudine di informazioni che travolge le nostre vite. Alexandra Drewchin non fa mistero di essere una fan accanita di Terence McKenna e della sua idea di interpretare l’evoluzione attraverso l’uso controllato di allucinogeni. Questo è probabilmente il tentativo di fondo di questo disco: un viaggio controllato in un “bad trip” per elevare la propria conoscenza. Sta a voi decidere se stare al gioco e tuffarvi in questa esperienza.” Antonello Franzil – Sentire Ascoltare

 

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